La mia storia

Dietro ognuno di noi c’è una storia,e a volte non ci si pensa ma la nostra prima storia nasce da coloro da cui nasciamo ,i genitori. Le mie radici,la mia famiglia,nascere in una terra così speciale e crescere con due artisti ,questa la mia grande fortuna. Questo enorme amore per il vetro nasce nel 1980, quando con la mia famiglia ci trasferimmo in quella che oggi è ancora casa nostra. Qui mio padre riuscì a conciliare gli spazi sia per l’abitazione che per il suo laboratorio.

I miei giochi da bambina si concentravano in questo spazio immenso, dalla costruzione di posate di legno a castelli di terra, a piatti di argilla fino a che un giorno sopra il tavolo di lavoro di mio padre trovai dei vetrini; entusiasta ebbi a disposizione un intero secchio di scarti che trovai interessanti più di ogni altra distrazione.

Ero piccina ma non nego che già sapevo: ’’io da grande lavorerò il vetro’’
Il tempo è passato, la passione è cresciuta e con lei anche io.

La prima caratteristica di questa materia che mi colpì era la variante cromatica, si poteva realizzare una vetrata con l’uva e utilizzare un vetro piano ma con una varietà cromatica tale da farlo somigliare al soggetto il più possibile creando anche un effetto tridimensionale grazie solo a gioghi di luce.

Scoperta la sua luce, cominciai a sperimentarla nelle forme, lavorando sul piano con l’antica tecnica a piombo, ma era insufficiente date le sue possibilità, i giochi di luce, le proiezioni; così cominciai quindi a lavorare con la tecnica Tiffany: piccoli e grandi oggetti tridimensionali, realizzati in modo tale che proiettassero oltre che il colore la loro forma.

Ora le tecniche a mia disposizione erano finite, ma le idee crescevano; lo volevo plasmare, volevo creare una forma così per come la pensavo ed è così che pensai alla vetro fusione.
Il viaggio a milano alla fiera del settore è tra i momenti più emozionanti della mia vita, era una scelta professionale, ma comprare un forno non è come comprare un giocattolo.

Sapevo che mi serviva ma non avevo la minima idea di come funzionasse il tutto, non conoscevo la composizione dei vetri che utilizzavo da anni, eppure sapevo che con quel forno li avrei fusi tutti.

La cosa divertente in tutto questo è che mi accorsi solo dopo la mia prima infornata, che in questa occasione l’entusiasmo non era più sufficiente bisognava studiare.

La maggior parte dei miei vetri non era compatibile per la vetro fusione, a causa del cosiddetto coefficiente di dilatazione, che varia da vetro a vetro.

Le notti in laboratorio sono indimenticabili; il forno è enorme, ha un coperchio che pesa circa 150 Kg e il mio peso è di circa 44 Kg ! Il rapporto è in difetto per cui bisognava trovare una soluzione. Cominciai a variare i programmi che il libro in dotazione al forno consigliava.
Molti oggetti di allora ancora li guardo stupita ed emozionata. Li trovo bellissimi soprattutto perché qualcuno un dì mi disse: ‘’non verrà mai’’. Certo ho anche rotto una grande quantità di cose che però non ho mai buttato, sono loro a la storia del mio percorso, delle soluzioni, delle scoperte.

E’ profondamente vero il proverbio ’’sbagliando si impara!’’; quasi tutto quello che ho sbagliato mi ha compensato con grandi insegnamenti, da ogni oggetto avevo una risposta diversa per come fare, la temperatura, più lucentezza ed in una settimana arrivavo a riempire il forno con centinaia di oggetti tutti differenti per vetro forma e colore. Quanto mi piace l’idea di riciclare, non perdi, non disperdi, non sporchi, inquini di meno, entusiasta ho cominciato a mettere nel forno vetri di tutti i tipi e forma ed è stato meraviglioso creare qualcosa che nascesse da un a bottiglia.

 

Potevo così ottenere dei nuovi colori ed effetti diversi, abbinando diversi programmi di fusione, miscelando tutto come un sapiente cuoco, con l’amore verso questa materia e il legame con la mia terra; arrivano così varie linee, tra cui Etna, ispirata, creata e nata in una mattina alle sei quando risvegliandomi vidi il mio giardino ricoperto totalmente da un manto nero fittissimo, uno spettacolo! Ancora ignara di ciò che era capitato (era come se qualcuno fosse passato dal cielo e avesse sparso dello zucchero a velo nero per tutta la città), cominciai a farla scivolare da una mano all’altra; la sua consistenza ,il suo fitto colore, la sua straordinaria lucentezza, tutta l’anima del mio vulcano in tantissimi granelli era lì tra le mie mani e così finì in una delle mie bocce in laboratorio con su una scritta:’’Chissà’! Non tardò ad arrivare il giorno in cui andai a cercare quella bottiglia; ancora ricordo il mio ’ghigno di soddisfazione solitario accompagnato da un brivido. Solo dopo qualche istante focalizzai: la terra! Tutto nero, dissi fra me e me, questo sarà un quadro è avrà un’anima nera ma gentile. E così,quella magia quello stato fisico e mentale, vennero racchiusi tra due vetri, in un quadro rappresentante la maternità.
La mia Sicilia complice di giochi di luce diventa “trasparente”, interpreta i miei pensieri dando forma alle mie emozioni.

Il mio cuore batte forte, la mia mente è fervida di progetti, le mie mani sono attraversate da un costante formicolio, poter creare è la mia adrenalina, penso, realizzo, rincomincio, raramente mi soffermo, entusiasta proseguo nello sperimentare .

There is a story behind each one of us and our first story comes from the parents . My origins , my family , my so special land and growing up with two artists were my big chance. This huge love for glass was born in 1980 when all my family moved to what is still our home, where my father was able to reconcile spaces for the home and for his laboratory. My games as a child focused in this immense space by building wooden cutlery to the castles of land to the clay plates, until one day when I found the slides on the table of my father’s work. I was excited and I had to provide a full bucket of scraps that I found more interesting than any other distraction. I was a child but I already knew: ” I grow up I will be working the glass ”. The time has gone, the passion and I have grown. The color variant was the first characteristic of this raw material that struck me; you could create a window with grapes and using a variety of colors that make it look like the subject as much as possible, creating a three-dimensional effect due only to the play of light. Having discovered his light, I began to test it in the forms working on a plan but with the ancient lead technique was insufficient to given his chance: the play of light and projections. I then began to work with the Tiffany technique, realizing big and small three-dimensional objects, so as to project over the color also their shape. Now the techniques available to me were concluded, but the ideas grew, I wanted to shape, I wanted to create a form so as I thought : the glass melting. My participation at the fair in Milan was one of the most exciting moments of my life; It was a professional choice, but to buy an oven is not like buying a toy. I knew that I needed it but I had no idea how it worked; I did not know the composition of the glasses that I used for years, but I knew that I would have melted with the oven everything. I realized only after my first batch, that the enthusiasm was not enough on this occasion, I had to study; most of my glasses was not compatible for fusing, due to the so-called expansion coefficient, which varies from glass to glass. The nights in the laboratory are unforgettable ; the oven is huge, it has a lid that weighs about 150 Kg , and my weigh is about 44 Kg! The ratio is a problem. I needed to find a solution and I began to change the programs. I still look with wonder and excitement many items that I built at the beginning; I find them beautiful especially because one day someone said to me : “ It will never be” . I also broke an infinite number of them, of course, but I’ve never thrown; they are the story of my journey, my solutions and my discoveries. Everything that I was wrong, I was compensated with great teachings. From each object I had a different response for how to do, the temperature, the more gloss and I arrived to fill the oven in a week with hundreds of different objects for glass , shape and color. I like the idea of recycling, not lose, do not disperse, not dirty, pollute less. I started to put in the oven glass of all types and forms , and it was wonderful to create something that was born from a bottle. So I could get the new colors and different effects by combining different fusion programs, mixing everything as a skilful cook with love for this matter and the link with my land, so get various lines, including “Etna”, was born in an inspired morning when I saw my garden is completely covered by a dense black coat, a show, still unaware of what had happened (It was as if someone had passed out of the sky and he poured sugar icing black for the whole city). I began to slide it from one hand to another ; its consistency, its dense color its extraordinary luster, the whole soul of my volcano in many grains was there in my hands , and so ended up in one of my bottles laboratory with a written : ” Who knows ‘ ! Not long in coming to the day when I went to look for that bottle , I still remember my grin of satisfaction accompanied by a thrill. Work at night was fantastic, the full moon, the lawn had acquired a special charm, I wondered what it was only after a while I focused:’ ‘ the earth ”. I said to myself , this will be a picture, it is nice but it will have a black soul . And so, that spell, the physical and mental state , everything were sandwiched between two glass panes: thus was born a painting of Motherhood. My Sicily becomes transparent, interprets my thoughts giving shape to my feelings. My heart is pounding, my mind is fervent of projects, my hands are crossed by a constant tingling, I think, I realize, I rarely make pause, excited I continue to experiment.